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Le inchieste di Pepè Catricalà

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IL CONCORSO

 

Erano giorni che Catricalà non usciva di casa, se non per andare al lavoro. A parte le sei ore del turno lavorativo, durante le quali era in giro a far multe, il resto della giornata la passava sui libri a studiare. Mancavano ormai pochi giorni “all’evento” ed era preparatissimo. Il suo unico pensiero era superare il concorso per vigile urbano.

Finalmente era giunto il grande giorno, aveva la convocazione per le 11.00 così decise di passare al bar Atteritano per far colazione chiacchierando con il suo amico Raffaele, il quale non perdeva occasione di “gufargliela”.

Uscì che erano le 10.00 e decise di incamminarsi verso la scuola elementare “Maria Celi” dove si sarebbe tenuto il concorso.

Alle 10.10 passava davanti al negozietto di Rolando, dove facevano i panini con la mortadella più buoni del paese, decise di comprarne uno per poi gustarselo a prova ultimata. Non fece in tempo ad entrare che un spintone lo fece cadere a terra, si girò di scatto ma un piede gli si poggio sul petto e una pistola gli fu puntata alla fronte, una voce roca gli disse: “Coraggio…fatti ammazzare!!!”

Per un attimo Catricalà penso ad uno scherzo, visto che quella era una frase dell'ispettore Callaghan. Ma venne invitato in malo modo ad alzarsi e a mettersi appoggiato al muro insieme agli altri. Notò, così, che oltre a lui c’erano in ostaggio una donna, una bambina e una suora. I malviventi erano in due, armati e con il viso coperto da una maschera di Albano il primo, e di Romina Power il secondo. Nonostante il travestimento si capiva benissimo che erano due persone molto anziane.

“State calmi e non vi succederà nulla” disse Romina Power.

Nel frattempo Albano teneva sotto tiro Rolando intimandogli: “tira fuori la grana e non pensarci nemmeno a schiacciare il pulsante dell’allarme!”

“Quale allarme?” Rispose attonito Rolando.

Era chiaro che i due non erano tanto a posto con la testa, parlavano con frasi da film e rapinavano un salumiere come fosse una banca.

“Non c’è niente di più pericoloso di un pazzo armato!Pensò Catricalà.

Guardò l’orologio, erano le 10.25.

“Rolando, dagli i soldi senza fare resistenza!” Disse Catricalà.

Senza fiatare Rolando mise i soldi nella sacca e la porse ad Albano. Questi controllò il contenuto e cominciò ad urlare: “33 euro! Solo 33 euro! Con chi credi di avere a che fare? Con dei dilettanti? Apri subito il Caveau!!!”

“Cosa devo aprire?” chiese impaurito Rolando.

“Vi state sbagliando, questa non è una banca ma un salumiere” cercò di spiegare con calma Catricalà.

“Zitto tu! O ti faccio saltare le cervella!” - gli urlò Romina Power e dopo una breve pausa aggiunse: “come un salumiere?” Si tolse la maschera, incurante di lasciare il viso scoperto e dimostrando di avere almeno 85 anni, si guardò intorno e se la rimise. “Con queste maschere non si vede una beata minchia, te lo dicevo io che erano meglio i passamontagna!” disse rivolto ad Albano

“Falla finita! Hai un occhio di vetro che c'entra la maschera. Vorrà dire che chiederemo il riscatto per questi ostaggi!” Gli rispose.

Catricalà fu preso dallo sconforto, erano ormai le 10.35.

“Chiama i carabinieri e digli che entro un’ora vogliamo un elicottero, 2 milioni di euro e Silva Koscina!!!” disse rivolto a Pepè.

Romina Power guardò Albano come l’ultimo degli imbecilli e gli disse: “come fa Silva Koscina ad essere qui in un’ora se quella vive sicuramente a Roma?”

Intervenne Catricalà facendo notare che Silva Koscina era morta da un pezzo.

“Non mi sei piaciuto fin dal primo momento” - disse a denti stretti Albano a Catricalà – “ti confondi con Anna Magnani, è lei che è morta! E comunque ha ragione lui, non può arrivare da Roma in un ora! Quindi chiedi solo l’elicottero e i soldi!”

“Anna Magnani è morta?” Chiese dispiaciuto Rolando.

“Siiiii!!!” Risposero all’unisono Albano, Romina Power e la suora.

“E digli che se fra un ora non ci danno quello che abbiamo chiesto ammazzeremo il primo ostaggio tra mezzora!” aggiunse Romina Power rivolgendosi a Pepè.

“E’ un delirio!” Pensò Catricalà alle 10.45.

Stava per telefonare quando la bambina incominciò a piangere disperatamente.

“Versa un’altra lacrima e sarà l’ultima!” Disse Albano puntando la pistola contro la bambina.

Romina Power gli fece cenno di abbassare l’arma e chiese gentilmente: “Come ti chiami bella bambina?

“Winona Procopio” rispose singhiozzando.

“Che minchia di nome è?”

“Sono una fan di Winona Ryder ed allora l’ho voluta chiamare come lei” rispose tremante la signora vicino.

“Spara alla madre!” disse Romina Power

Ma la bambina continuava a piangere e allora le chiese: “ma perché piangi?”

“E’ morta Anna Magnani.” rispose la bambina

“Spara pure a lei” urlò ad Albano.

Erano le 10.55, nelle mani di due pazzi e il concorso era quasi perso.

“Ammazzo per prima a Capa e pezza?” chiese ad Albano Romina Power indicando la suora che ebbe subito un mancamento.

“Ma ancora non avete chiesto il riscatto” fece notare Catricalà

“Ah già! Allora telefona!” - gli ordinò tenendogli puntata in faccia la sua 44 magnum - “Soldi, elicottero e Anna Magnani!!!”

“E' Mortaaaa!!!” gridarono insieme tutti gli altri.

Erano le 11.00, Catricalà capi che il concorso era perso. Prese il telefono e chiamò il maresciallo Rapisarda, gli comunicò le richieste cercando di fargli capire quanto pazzi fossero i sequestratori. Nel momento in cui chiuse il cellulare ebbe un’idea.

“Ha detto che tra un’ora avrete tutto. Mentre aspettiamo, se vi interessa io ho il numero di Gina Lollobrigida.” Disse Catricalà

“E’ viva?” Chiese Albano.

“Certo e so che sta girando una fiction qua vicino”

“Allora chiamala!” disse categorico Romina Power puntandogli nuovamente la pistola in faccia.

“Ma voi siete in due.”

“Già!” - esclamò Albano – “chiedile se ha un’amica per il mio amico”

“Perché io mi devo prendere l’amica?” precisò Romina Power

“Perché il capo sono io, sono io che decido!”

“E chi l’ha deciso che il capo sei tu?”

In un attimo passarono dalle parole alle mani mollando le pistole.

Quando i Carabinieri arrivarono Catricalà aveva già fatto uscire gli ostaggi e portato via le armi.

I due continuarono a litigare anche ammanettati finché Romina Power si fermò di colpo e dopo una leggera pausa disse: “cretino Gina Lollobrigida è morta.”

 

 

N.B. La storia, i nomi e i personaggi sono interamente INVENTATI!

 

22 gennaio 2010

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