Nel 20 ottobre 1885 (forse), New Orleans diede i natali a Ferdinand "Jelly Roll" Morton, l'altezzoso e superbo pianista che accompagnò il ragtime al matrimonio col jazz. Il ragazzo creolo fu allevato da una fattucchiera vodoo negli ambienti tipici e malfamati della città: bordelli, gioco d'azzardo e whiskey; il tutto servito con un ottima quantità e qualità di jazz.
Imparò presto e divinamente a suonare il piano ottenendo i primi incarichi di lavoro nelle case chiuse; affinando, per questo motivo, la sua tecnica, dovendo ballare con la massima leggerezza tra il bianco e il nero della tastiera per non disturbare i clienti "all'opera" nei locali. Riteneva di essere l'inventore del jazz e, sprezzante, non si preoccupava di dichiararlo ovunque si trovasse.
Il pianista confermava la sua presunzione e altezzosità facendosi accompagnare dallo sfarzo di abiti elegantissimi e da una quantità vergognosa di gioielli. La grandiosità della sua musica sta nell'aver inserito elementi di origine europea nell'asettico ragtime americano; basta ascoltare "the Crave", in cui c'è tutta la sua passionalità, espressa con discese armoniche tipiche del tango, sincopi lascia-senza-fiato e con fronzoli quasi barocchi, come trilli e legati velocissimi, serviti con una tecnica formidabile; ne è testimonianza anche un altro brano, il cui "timing" è eccezionale: "the Fingerbreaker" (lo spezzadita!).
Jelly Roll si rese famoso in città che fecero la storia del jazz/blues: New Orleans prima, Los Angeles, Chicago e infine New York nel periodo della grande depressione. In California radunò i migliori musicisti dell'epoca nei Red Hot Peppers, con i quali scrisse brani che rimasero nell'Olimpo del jazz. Morì nel 1941 a Los Angeles e circa un secolo dopo la sua nascita, diciamo quasi ai giorni nostri, è stato ricordato dallo scrittore Alessandro Baricco nel suo libro "Novecento" e nel relativo film di Tornatore "la Leggenda del Pianista sull'Oceano", in cui Jelly Roll si trova a sfidare "Novecento" ad una gara di piano.
Tirando le somme, ciò che Jelly Roll ci ha lasciato, non è altro che musica eccezionale, carica di erotismo, insieme alla figura di un musicista che si atteggia a dio, della musica quanto del sesso (basta dare un occhiata al soprannome). Tuttavia è difficile trovare qualcuno che conosca Jelly Roll, perchè la storia, beffarda, nasconde le stelle più interessanti e particolari negli abissi più oscuri e meno trafficati della sua notte.